ARIA DI RIVOLTA. IL '68 sugli schermi italiani, prima e dopo

Aria di rivolta

Il ’68 sugli schermi italiani, prima e dopo


Il ’68 fu l’epicentro di un esteso e profondo movimento tellurico che attraversò tra gli anni Sessanta e i Settanta la società nel suo complesso, in Europa e negli Usa. Un grande laboratorio di sperimentazioni di vita e politica, al quale la contestazione delle forme espressive di ogni dominio artistico contribuì non poco e ne fu, a sua volta, condizionata fortemente.

Il cinema in particolare, occupò uno spazio preminente nel dar conto di quanto stava accadendo e, nel contempo, assorbendone gli influssi più vari, incidenti sulla propria trasformazione e sul proprio statuto espressivo. Conservava ancora, il cinema, la centralità tra i consumi culturali e nella costruzione dell'immaginario, e al tempo stesso serbava tutto il potenziale di laboratorio per la sperimentazione di nuove modalità espressive collegate alle tensioni ideologiche e alle istanze più radicali che si andavano innescando.

In occasione della ricorrenza del cinquantenario del ’68 abbiamo scelto una serie di titoli che, limitatamente al cinema italiano, di quella doppia trasformazione – della società e del cinema – rendessero conto, o quantomeno, ed è l’ipotesi più plausibile, ci facessero respirare, per così dire, l’aria che tirava: un’aria di rivolta, come aspirazione della società nel suo complesso, e come tensione nel gesto espressivo. Questo esprit du temps alcuni film lo sprigionavano già prima che l’incendio divampasse, o mentre si andavano sviluppando i primi fuochi, o, ancora, continuava a manifestarsi pur dopo che la tempesta si fu placata. I film selezionati non sono dunque propriamente film sul ‘68, che ne raccontino cioè il fenomeno; piuttosto film che ne evocano atmosfere e suggestioni, prima e dopo.

La morte del padre e delle certezze del passato; l’uccisione dei figli ribelli o semplicemente non omologati all’ordine costituito; il rifiuto dei ruoli tradizionali all’interno della famiglia e della famiglia stessa; l’afflato giovanile e l’alienazione operaia; la ricerca di forme alternative di vita, la sperimentazione linguistica. Sono alcuni dei temi che ritroviamo al centro dei film scelti, solo un piccolo campionario della produzione di quegli anni, che ha segnato un rinnovamento del cinema italiano, di quello d’autore (la politique des auteurs era appena stata inaugurata in Francia e riverberava i suoi effetti anche da noi) e di quello di genere (per quanto la distinzione tra cinema “alto” e cinema di genere cominciasse ad essere messa in discussione proprio dalla cultura cinematografica del ’68) e contribuito ad assegnare alla stagione di quel decennio irripetibile un posto cruciale nella storia del nostro cinema.

PROGRAMMA

Martedì 20/03/2018 ore 18:00

PRIMA DELLA RIVOLUZIONE

di Bernardo Bertolucci

con Francesco Barilli, Adriana Asti, Allen Midgette, Morando Morandini; scritto da Bernardo Bertolucci; fotografia di Aldo Scavarda; montaggio di Roberto Perpignani; musica di Ennio Morricone; Italia, 1964; 115’; b/n e col.

Giovane rampollo dell’alta borghesia parmense, Fabrizio si dibatte tra l'amore nascente per la zia e la fascinazione esercitata su di lui dalle idee marxiste.

Storia di un’educazione sentimentale e al tempo stesso politica che adombra il vissuto del suo autore ventiduenne, qui al secondo lungometraggio.


Martedì 27/03/2018 ore 18:00

I PUGNI IN TASCA

di Marco Bellocchio

con Lou Castel, Paola Pitagora, Marino Masè, Liliana Gerace; scritto da Marco Bellocchio; fotografia di Alberto Marrama; montaggio di Silvano Agosti; musica di Ennio Morricone; Italia, 1965; 105’; b/n.

Il quadro di una famiglia tormentata da pulsioni incestuose, da tare congenite, da non detti soffocanti, che alimentano silenziosamente, fino a farla esplodere, la rivolta delirante e fredda di uno dei suoi membri, il giovane Alessandro.

Strepitoso esordio del giovane ventiseienne Marco Bellocchio e capitolo nuovo e interessante del cinema della crudeltà, il film segna anche l’inizio di una radicalizzazione politica del cinema italiano.


Martedì 03/04/2018 ore 18:00

BLOW UP

di Michelangelo Antonioni

con David Hemmings, Vanessa Redgrave, Sarah Miles, Jane Birkin, Veruschka; scritto da Michelangelo Antonioni, Tonino Guerra, Edward Bond, da un racconto di Julio Cortázar; fotografia di Carlo Di Palma; montaggio di Frank Clarke; musica di Herbie Hancock; Italia, 1966; 111’; col.

L’ingrandimento di una foto (blow up) scattata in un parco della Swinging Town insinua nel fotografo di moda protagonista il sospetto che un tentativo di omicidio sia stato commesso.

Dietro l’investigazione che caratterizza il plot, si agitano interrogativi sui temi del rapporto tra la realtà e la sua rappresentazione, tra l’arte e la finzione, sull’infinita penetrabilità dell’immagine.


Martedì 10/04/2018 ore 18:00

SOVVERSIVI

di Paolo e Vittorio Taviani

con Giulio Brogi, Pier Paolo Capponi, Giorgio Allorio, Lucio Dalla, Ferruccio De Ceresa, Fabienne Fabre; scritto da Paolo e Vittorio Taviani; fotografia di Gianni Narzisi, Giuseppe Ruzzolini; montaggio di Franco Brogi Taviani; musica di Giovanni Fusco; Italia, 1967; 93’; b/n.

Intorno al funerale di Togliatti, nell’arco di due giorni, si dipanano le vicende di alcuni personaggi, comunisti o ex comunisti, colti ognuno in un momento di crisi, personale, professionale, di fede politica.

Cedimenti individuali, rabbia, delusione, crisi ideologica, nostalgia e ribellismo si mescolano in questo quasi-esordio dei fratelli Taviani, per la prima volta da soli dietro la macchina da presa (i precedenti due film erano stati realizzati con Valentino Orsini).


Martedì 17/04/2018 ore 18:00

GRAZIE ZIA

di Salvatore Samperi

con Lisa Gastoni, Lou Castel, Gabriele Ferzetti; scritto da Salvatore Samperi, Sergio Bazzini, Pier Luigi Murgia; fotografia di Aldo Scavarda; montaggio di Silvano Agosti; musica di Ennio Morricone; Italia, 1968; 94’; b/n.

Ritornano i temi e le atmosfere de I pugni in tasca. Il giovane protagonista nevrotico e dissacratore dei rapporti familiari (l’interprete è anche qui Lou Castel), costretto su una sedia a rotelle, trova nella zia (Lisa Gastoni), come lui insofferente verso la società che la circonda, l’alleata giusta per la realizzazione dei suoi disegni.


Martedì 24/04/2018 ore 18:00

DILLINGER È MORTO

di Marco Ferreri

con Michel Piccoli, Anita Pallenberg, Annie Girardot; scritto da Marco Ferreri, Sergio Bazzini; fotografia di Mario Vulpiani; montaggio di Mirella Mercio; musica di Teo Usuelli; Italia, 1969; 95’; col.

Rientrando a casa, Glauco, disegnatore di maschere antigas, trova sua moglie malata a letto. La cena è fredda: la butta via e prepara da sé un pasto elaborato. Nel cercare delle spezie ritrova, avvolta in un giornale vecchio che riporta la notizia della morte di Dillinger, il celebre gangster, una pistola...

Temi e caratteri estetici di Ferreri trovano qui compendio e, forse, espressione tra le più felici.


Martedì 08/05/2018 ore 18:00

PORCILE

di Pier Paolo Pasolini

con Pierre Clementi, Jean-Pierre Leaud, Anne Wiazemsky, Ninetto Davoli, Franco Citti, Ugo Tognazzi, Marco Ferreri; scritto da Pier Paolo Pasolini; fotografia di Armando Nannuzzi, Tonino Delli Colli, Giuseppe Ruzzolini; montaggio di Nino Baragli; musica di Benedetto Ghiglia; Italia, 1969; 98’; col.

Due storie, due epoche corrono parallele. In una, dislocata nell’età medievale, un giovane (Pierre Clementi) si trascina per lande desolate mangiando di tutto: farfalle, serpenti e persino esseri umani. Nell’altra, ambientata nella Germania contemporanea, un altro giovane (Jean-Pierre Leaud) che vive in una sontuosa villa, non può amare la giovane donna (Anne Wiazemsky) di lui innamorata a causa della sua passione segreta, l’attrazione per i porci.


Martedì 15/05/2018 ore 18:00

I CANNIBALI

di Liliana Cavani

con Tomas Milian, Pierre Clementi, Britt Ekland, Delia Boccardo; scritto da Liliana Cavani, Italo Moscati, Fabrizio Onofri; fotografia di Giulio Albionica; montaggio di Nino Baragli; musica di Ennio Morricone; Italia, 1970; 95’; col.

Cadaveri sparsi per le strade che non è consentito seppellire. Sono i ribelli del potere che vengono esposti come monito. Gli uomini che si aggirano tra loro sono frettolosi e noncuranti, resi alienati dalla violenza istituzionalizzata dello Stato. Ma c’è chi, come Antigone, spinta dalla pietà per la morte del proprio fratello, intende dargli sepoltura.


Martedì 22/05/2018 ore 18:00

LA CLASSE OPERAIA VA IN PARADISO

di Elio Petri

con Gian Maria Volonté, Mariangela Melato, Salvo Randone, Luigi Diberti; scritto da Elio Petri, Ugo Pirro; fotografia di Luigi Kuveiller; montaggio di Ruggero Mastroianni; musica di Ennio Morricone; Italia, 1971; 112’; col.

Lulù (un Gian Maria Volonté reduce dal successo l’anno precedente di Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto dello stesso Petri) lavora con ritmi da stakanovista nella fabbrica metallurgica dove il lavoro è a cottimo. Alienato dai compagni e dai familiari, sordo alle proteste che intorno a lui, in fabbrica e fuori, si dispiegano contro le condizioni massacranti di lavoro, è impegnato fino allo stremo in questa sua corsa contro il tempo per produrre sempre di più. Finché un giorno una macchina non gli porta via un dito.

Palma d'oro a Cannes nel 1972.


Martedì 29/05/2018 ore 18:00

Giù LA TESTA

di Sergio Leone

con Rod Steiger, James Coburn, Romolo Valli; scritto da Sergio Leone, Sergio Donati, Luciano Vincenzoni; fotografia di Giuseppe Ruzzolini; montaggio di Nino Baragli; musica di Ennio Morricone; Italia, 1971; 151’; col.

Nel pieno della rivoluzione messicana del 1913, guidata da Pancho Villa e da Emiliano Zapata contro la dittatura del generale Porfirio Diaz, si incontrano i destini di due personaggi antitetici, per carattere e per obiettivi da raggiungere: il peone Juan (Rod Steiger), bandito alla ricerca del colpo grosso in banca, e John (James Coburn), dinamitardo rivoluzionario irlandese, desideroso di ricongiungersi anche lui alla rivoluzione messicana.

Penultimo film del maestro che, a partire da un genere ibrido come il western all’italiana, ha rinnovato in profondità la storia del cinema.



Rassegna curata da Francesco Napolitano e Armando Andria

Grafica di Gaia Del Giudice

Si ringrazia il prof. Gianfranco Iodice



Ingresso libero fino a esaurimento posti




News pubblicata lunedì 05 marzo 2018