Lo Specchio dell'anima: Il Cigno Nero

Il cigno nero, un film di Darren Aronofsky nominato a ben cinque premi Oscar, valso a Natalie Portman la statuetta di ‘Miglior Attrice protagonista'.

Sinossi

Protagonista della storia è Nina Sayers, ballerina dal grande talento e rigore tecnico, che fa della danza la sua ragione di vita, ma al tempo stesso psicologicamente instabile e fragile, causa probabilmente del rapporto angusto e tormentato con la madre, è in constante ricerca della perfezione nella danza e lotta con tutte le sue forze per poterla raggiugere. Una notte Nina sogna una versione inquietante del lago dei cigni, la stessa che il suo coreografo Thomas presenterà il giorno seguente ma, nella nuova versione sarà solo una ballerina ad interpretare il cigno bianco e nero.

Già da queste poche consapevoli scelte si può comprendere come il regista ponga nuovamente al centro dell’attenzione, il corpo del singolo e il suo sfasato punto di vista sul mondo interiore e circostante. Il balletto de il lago dei cigni ben si presta per analizzare il tormento e la metamorfosi che subirà la protagonista nel corso della storia: i doppi simbolismi (bianco-nero), i contrasti interiori in cui il corpo sfida la mente fino a staccarsi dalle leggi della natura, dando inizio a questa metamorfosi che porterà alla scoperta di una nuova identità, dalla ragazza ingenua e dall’aria fanciulla per poi entrare in contatto con la fase adulta che porterà ad una nuova scoperta di sé e del mondo circostante.

Tra genere dramma, thriller, horror e psicoanalitico, il film racconta la discesa all'inferno di una donna ossessionata da sé stessa, dal proprio corpo, dal confronto con una collega più giovane e dal rapporto morboso con una madre onnipresente.

Quando un film emoziona, avvince, stimola nuove sensazioni e sentimenti, suscita paure o diverte ma portando sempre dei messaggi allora lì soltanto abbiamo il vero cinema. Crediamo che, come in questo film, il cinema debba portare qualcosa in più rispetto alla realtà, Aronofsky merita quindi a ragion veduta il titolo di artista. Il cigno nero è un esperienza angosciante; l'inquietudine è palpabile e permea la sala di trepidazione, paura, tormento. La fatidica lotta tra il bene e il male, il grande scontro tra il cigno bianco e quello nero.

Una pellicola che fa riflettere sulla nostra quotidianità. La fame di successo che diventa distruttiva, il voler rincorrere a tutti costi un sogno, lo stesso che si autodistrugge insieme al cigno bianco. un cigno nero che sovrasta quello bianco.

Un film assolutamente da vedere con spirito, da capire le sottili metafore e da apprezzare una Natalie Portman erotica, affascinante, e sempre debole e fragile, ossessionata e impaurita da sé stessa: una Portman geniale.

Aronofsky, dopo The Wrestler continua la sua narrazione sul deterioramento dell’anima attraverso il corpo, lasciando ampio spazio alla recitazione dei suoi attori. Prima con Rourke, anche lui premiato per la sua interpretazione, e poi con Portman, vediamo la discesa negli inferi di una giovane donna che fa della sua professione la sua unica ragione di vita. Mentre nel precedente abbiamo a che fare con del materiale profondamente umano, fallace, dannato, vitale, qui la nostra protagonista sembra, almeno nel principio, non presentare debolezze, glaciale, cerebrale, personaggio il quale non si lascia andare a slanci emotivi, che non si fa tentare dai piaceri della carne. Bacchettata da una madre, ex ballerina frustrata che fa pesare sulle sue gracili spalle tutto il peso di una vita che non è stata.

L'unico vero ostacolo al tuo successo sei tu: liberati da te stessa. Perditi, Nina.

È questo il monito impostogli dall’estenuante maestro Leroy e Nina, di fatti si perde in Lily (Mila Kunis), letteralmente il suo opposto: sensuale, passionale, scaltra e dotata di una leggerezza al quale la nostra Nina non sembra mai concedersi, perdersi. Sarà proprio l’avvicinamento a lei che farà entrare la protagonista in un vortice di competizione e terrore.

Se in The Wrestler, Rourke cerca di rimettere insieme i pezzi della sua carne maciullata, di riallacciare il rapporto ormai compromesso con la figlia, nel Cigno Nero, Portman è ossessionata da una perfezione che costerà il prezzo della vita. Se Randy “the Ram” si lancia nel vuoto lasciandoci allo schermo nero, al vuoto all’incertezza di come finirà il film, ne il cigno nero non ci sono equivoci. Nina si lancia nel vuoto e si consuma lentamente sgomento delle colleghe.

L’ho sentito. Era perfetto.

Le ultime parole di Nina, prima di lasciarci al bianco candido dei titoli di coda.

 

News pubblicata mercoledì 21 settembre 2022