#RECENSIONI IN PARALLELO: BATMAN, DI TIM BURTON E BATMAN BEGINS, DI CRISTOPHER NOLAN

Dai fumetti editi dalla DC Comics e scritti da Bob Kane e Bill Finger alle varie rappresentazioni fino ai giorni nostri, Batman è stato da sempre un eroe poliedrico e talvolta un antieroe, trattato diversamente in base alle sue mille sfaccettature.

Un vigilante che con il suo arguto ingegno e il suo fiuto riesce a risolvere i casi più difficili ed a svelare la vera natura dei criminali spietati; un giustiziere bramoso di distruggere il male, che spesso arriva a utilizzare metodi violenti sicuramente poco ortodossi tanto da potere essere ritenuto un antieroe; un uomo mosso dal logorante desiderio di vendetta contro la criminalità, poiché ha dovuto assistere all’omicidio dei suoi genitori; un uomo, quindi, che prova dolore. Batman è tutto questo ma tanto altro ancora e sorprende sempre come nei vari lavori in generale fatti su di lui, ogni regista e/o autore sia riuscito a coglierne gli svariati aspetti, che possono apparire in netto contrasto ma che in realtà restituiscono un supereroe tanto complesso quanto irrisolvibile in una sola definizione.

Per l’appunto, la versatilità di Batman trapela anche e soprattutto nelle sue trasposizioni cinematografiche. Due di queste che secondo noi hanno rappresentato alcuni momenti importanti nella storia della gloria dell’eroe-pipistrello sono Batman di Tim Burton e Batman Begins della trilogia di Cristopher Nolan.

E qual è il modo migliore per metterle a confronto se non attraverso un focus proprio sul Batman-personaggio?

IL PRIMO CINECOMIC: BATMAN, DI TIM BURTON

Gotham City, una città sempre buia disinibita davanti alla corruzione, criminali di ogni sorta che compiono i loro delitti all’ordine del giorno e un eroe travestito da pipistrello che veglia sulla città, sempre pronto a intervenire per contrastare il male. Il Batman di Tim Burton inizia con questa sequenza, che parte da una veduta più generale fino a introdursi nei meandri della città di Gotham, proiettando fin dai primi istanti lo spettatore in un’ambientazione dallo stile dark-goticoIn questo scenario, non perde tempo a conquistare l’attenzione del pubblico Batman, interpretato da Michael Keaton, perfetto ni panni dell’eroe ritratto dalla regia di Tim Burton. Ma qual aspetti il regista ha messo in risalto di un eroe così eclettico?

Il Batman burtoniano subito palesa la sua complessa eroicità: da un lato, un vigilante nell’oscurità bramoso di rendere giustizia contro il male e dall’altro, un uomo avvolto dal mistero che con il suo travestimento da pipistrello conduce una doppia vita.

«Ci sono persone che hanno diverse personalità, mi segui? A volte una persona è costretta a condurre un doppia vita.» - Batman, di Tim Burton, min. 1:19:50.

Non a caso, il film inizia con Batman che interviene per sconfiggere i due criminali che hanno appena provato a derubare moglie e marito sparando a quest’ultimo davanti al figlio: una scena non estranea a Bruce Wayne, l’uomo nascosto dietro Batman. Pertanto, Tim Burton mette in gioco uno sdoppiamento quasi schizofrenico della natura di Batman, in quanto uomo che sente ed eroe che rinchiude quel sentire in un’arma contro il crimine, tutto sommato tipico di un eroe uscito dai comics.

Dunque, ad essere rappresentata è la complessità di Batman, costantemente in bilico tra l’essere e l’apparire, pronunciando la peculiarità di un supereroe che non ha superpoteri e che si è cucito addosso una maschera nata da un sentimento profondo e umano di vendetta e giustizia. Ma al regista non interessa tanto indagare a fondo tale umanità quanto metterla in contrasto con l’eroicità, creando un perfetto Batman da cinecomic – novità per il 1989 – con il suo stile d’autore ironico e grottesco.

L’EPOPEA DEL BATMAN BEGINS DI CRISTOPHER NOLAN

In principio, è un Bruce Wayne bambino che si ritrova ad affrontare la sua più grande paura: i pipistrelli. Poi, è un Bruce Wayne uomo che presso la setta degli assassini di Ra’s al Ghul si sottopone a un viaggio interiore teso a trasformare e non più a rinchiudere la sua paura in un’arma per sconfiggere la corruzione di Gotham, avendo assistito egli stesso al male della città attraverso l’uccisione dei genitori. Da qui, la nascita di Batman.

Ancora si individua una certa natura doppia dii Batman come uomo e come eroe-giustiziere-vigilante, ma questa volta Cristopher Nolan insiste sulla creazione del mito di Batman per mano dello stesso Bruce Wayne. Allora, non si parla più di uno sdoppiamento marcato tra uomo e maschera, ma le due dimensioni sembrano combaciare a tal punto che nel corso della trilogia Batman-Bruce si ritroverà costretto a ridefinirne i contorni ed i limiti. D’altronde, come già Tim Burton per certi aspetti accennava nel suo film, la bellezza di Batman sta proprio nel suo essere un eroe umano, un supereroe senza superpoteri come si diceva prima.

Il Batman che risulta dal primo film della trilogia di Nolan, infatti, è di un uomo-eroe che compie un viaggio fisico, durante il quale intraprende un vero e proprio percorso interiore maturando il suo essere, fino alla costruzione di una maschera che possa tramutare la paura in un’arma da restituire contro il male. È un Batman epico che ha in sé il senso del viaggio e della lotta, ma riletto in una chiave romantica: Nolan scava nella psiche e nelle passioni di un eroe che, prima ancora di essere tale, è in primis un uomo.

A questo punto, uomo e maschera coincidono fino allo scontro costringendosi a misurarsi reciprocamente e quello che viene consegnato al pubblico è un Batman, sì, eroe ma umanizzato, molto più vicino e familiare.   

 

News pubblicata martedì 27 settembre 2022