Trame e intrecci. Felici incontri. Bolognini/Pratesi

Da martedì 26 febbraio 2019 a martedì 26 febbraio 2019

Inizio 18:30 Fine 21:00 Via Santa Sofia,7 - Napoli (Napoli)

Martedì 26 febbraio 2019
Felici incontri. Cinema e letteratura nell’Italia degli anni ’60

ore 18.30
La viaccia
di Mauro Bolognini
Italia/Francia, 1961, 100’.
Amerigo si reca a Firenze per lavorare con lo zio vinaio dal quale suo padre spera di ereditare il podere dove lavora, la Viaccia. In città conosce Bianca, una prostituta, e se ne innamora. Dal romanzo L’eredità (1889) di Mario Pratesi.


Felici incontri. Cinema e letteratura nell’Italia degli anni ’60
Negli anni Sessanta il cinema italiano “batte ogni record”, come ci racconta il compianto Mino Argentieri nel suo Il cinema italiano dal dopoguerra a oggi (Editori Riuniti). Record che riguardano il piano produttivo ed espressivo, allo stesso tempo. La ricchezza del cinema di quegli anni, che già abbiamo avuto occasione di osservare in precedenti cicli, si manifesta anche sul piano della scrittura cinematografica.
Complici le grandi trasformazioni in atto lungo il decennio, che si ripercuotono anche sul terreno linguistico (la nascita dell’italiano nazionale, anticipato da tempo proprio dal cinema, è negli anni Sessanta che si profila grazie soprattutto alla diffusione – omologante, direbbe Pasolini – della televisione) e su quello dei comportamenti sociali, il lavoro degli sceneggiatori trova spazi e opportunità inediti. Allo stesso film lavorano intere squadre di sceneggiatori. Scrittori vengono coinvolti nel processo produttivo per adattare i propri romanzi o per scrivere soggetti originali (Pratolini, Moravia, Flaiano, solo per citarne qualcuno). Le strutture produttive ci sono, occorrono le storie: sembra questo l’imperativo vigente.
E allora in questa prospettiva appare chiaro il ricorso massiccio alla letteratura. A quella italiana in particolare, con due sole eccezioni (Strategia del ragno e Lo straniero, che traggono ispirazione rispettivamente da un racconto di Borges e dal romanzo omonimo di Albert Camus), abbiamo inteso attingere per sottolineare la fertilità degli incontri avvenuti con il cinema. Abbiamo provato a individuarne quelli più riusciti, i felici incontri appunto, con la certezza di averne lasciati fuori un gran numero. Da affidare alle prossime edizioni.